Il corallo nero

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Il corallo nero

La Gerardia è impropriamente nota con il nome di "corallo nero" del Mediterraneo. Ma per conoscere la storia del "corallo nero" di Sant'Angelo, occorre parlare del personaggio cui si deve la sua scoperta su questa parete.

Alla fine degli anni settanta, Franco Savastano, oggi un famoso fotogiornalista, scoprì fra le gorgonie un enorme ramo di Gerardia. In realtà non era un organismo "prezioso" come il corallo rosso ma, per la sua rarità e per la sua bellezza nelle fotografie di Franco, il ramo fu il soggetto di diversi articoli apparsi all'epoca su varie riviste specializzate e non. La fama fu funesta al bel corallo che un brutto giorno fu segato e portato in superficie dai soliti ignoti. Occorre dire che la Gerardia non sembra sia in grado di costruirsi un suo proprio scheletro ex novo, ma si comporta invece da parassita delle gorgonie che uccide e ricopre, utilizzandone lo scheletro come supporto.
Solo in secondo momento la Gerardia scioglierà la struttura della gorgonia per sostituirla con la sua propria, che è di diversa composizione chimica. Evidentemente quelli che hanno strappato il ramo lo hanno agitato facendone cadere alcuni frammenti che hanno aggredito le gorgonie sottostanti. Il risultato è che oggi sulla parete si trovano più di dieci rami di Gerardia. Sono rami ancora sottili, probabilmente solo allo stato di parassiti delle gorgonie delle quali non hanno ancora sostituito lo struttura scheletrica.

Questa teoria non toglie per nulla la spettacolarità ai rami dal colore giallo squillante circondati dal rosso delle Paramuricee e dai fittissimi branchi di Anthias che nuotano nell'acqua limpida.